Cortana sbarca su Android UK con un aggiornamento che ne rifà il look

Major update di Cortana per Android, che si rifà completamente il look, anche in seguito ai feedback ricevuti dagli utenti nel corso dell’ultimo anno.

Oltre al nuovo design, Microsoft si prepara a lanciare ufficialmente Cortana nel Regno Unito, espandendone per la prima volta la disponibilità oltre gli USA, ma a quanto pare i lavori non sono finiti, perché a breve saremo in grado di personalizzare anche i colori dell’app.

Se date un’occhiata al video qui sotto, vi accorgerete di quanto Cortana sia cambiata, con un look che è sempre affine alle amate “squadrettature” di Microsoft, ma che comunque si lascia molto più apprezzare del passato. Peccato che l’Italia sia ancora lontana dal potere usufruire dell’assistente vocale Microsoft che spero possa presto approdare sugli store nostrani.

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Un po’ di informazioni sul Surface Studio

Inutile far finta di nulla: il nuovo Surface Studio di Microsoft richiama nell’aspetto la linea Mac di Apple. Display dalla dimensioni generose in metallo, mouse e tastiera senza fili, un solo cavo, quello dell’alimentazione. La fondamentale differenza è naturalmente il suo cuore: Windows 10 da una parte, il nuovo sistema operativo MacOS Sierra (o versioni precedenti) per i Mac. L’impressione è che la società di Redmond stia cercando spazio proprio in questo segmento di mercato con un prodotto competitivo e altrettanto dispendioso.

Dal punto di vista tecnico, il Surface Studio esibisce uno schermo da 28 pollici, dotato di tecnologia touch e spesso 12,5 millimetri, nella scia dei prodotti della Mela, con risoluzione pari a 4.500 × 3.000 pixel. Attualmente l’iMac è disponibile in una doppia release, da 21,5 pollici con Retina 4k e risoluzione pari a 4.096 x 2.304 pixel, e da 27 pollici con Retina 5k e risoluzione pari a 5.120 x 2.880 pixel.

A spingere il nuovo Surface Studio ci pensano i processori quad core Intel Core i5 o i7 di sesta generazione, affiancati da 8, 16 o 32 GB di RAM, da schede video Nvidia GTX 965M con 2 GB di memoria GDDR5 o GTX 980M con 4 GB di memoria GDDR5, e 1 o 2 TB di storage ibrido SSD+HDD. Medesima varietà per iMac con i chip Intel Core i5 dual-core da 1,6GHz e Intel Core i5 quad-core da 2,8 GHz o da 3,1 GHz, sempre con 8 GB di memoria LPDDR3 e 1 TB di spazio per l’archiviazione, per il modello da 21,5 pollici e Intel Core i5 quad-core da 3,2 GHz e 3,3 GHz, configurabile con Intel Core i7 quad-core a 4,0 GHz, con 8 GB di RAM DDR3 e storage da 1 o da 2 TB, per la versione più grande.

Se il comparto connettività del Surface Studio di Microsoft si compone dei moduli WiFi 802.11 a/b/g/n/ac, Bluetooth 4.0 e Xbox Wireless, dalla sua ci sono anche quattro porte USB 3.0, lettore schede di memoria SDXC, uscita video mini DisplayPort, due microfoni, altoparlanti stereo Dolby Audio Premium e jack audio da 3,5 mm e una webcam frontale da 5 megapixel. Non passa inosservato il disco in alluminio Surface Dial, dotato di due batterie di tipo AAA, da collegare al PC via Bluetooth.

Capitolo prezzi: si parte da a 2.999 dollari per il Surface Studio con configurazione Intel Core i5, 8 GB di RAM, hard disk da 1TB e scheda grafica GeForce GTX965M. Si sale a 3.499 dollari per quella equipaggiata con Intel Core i7, 16 GB di RAM, hard disk da 1 TB e scheda grafica GeForce GTX965M. Si raggiunge il tetto di 4.199 dollari per quella con Intel Core i7, 32 GB di RAM, hard disk da 2 TB e scheda grafica GeForce GTX980M. L’appuntamento con i negozi è dal 12 dicembre. Per le tre configurazioni di iMac da 21,5 pollici occorrono rispettivamente 1.279 euro, 1.529 euro e 1.729 euro. Per la release da 27 pollici, l’impegno di spesa sale a 2.129 euro, 2.329 euro, 2.629 euro.

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Microsoft propone la sua alternativa a Slak

Slack è un’app che permette di razionalizzare la comunicazione nelle squadre di lavoro ovviando al problema della gestione di una quantità spropositata di email. Il software fa degnamente il suo dovere rendendo disponibili le comunicazioni su più dispositivi, offrendo possibilità di integrarsi con altri servizi di archiviazione o condivisione, di creare canali tematici e taggare gli argomenti così da rendere le comunicazioni facilmente reperibili. Facile da installare e immediata da usare. È proprio questo suo strizzare l’occhio al mondo professionale che l’ha fatta notare da numerose grandi aziende che vi hanno puntato gli occhi ipotizzando eventuali acquisizioni. È il caso di Microsoft che sarebbe stata disposta a pagare fino a 8 miliardi di dollari: Microsoft avrebbe voluto migliorare le caratteristiche di Skype allargando le opportunità per il mondo business. A quanto pare però l’acquisizione non s’ha da fare. A Redmond, si sarebbe quindi cominciato a sviluppare una soluzione proprietaria. Il nuovo prodotto, che dovrebbe chiamarsi Skype Teams parrebbe essere già in fase di test e dovrebbe rappresentare la soluzione da immettere nel mercato per dichiarare guerra a Slack.

Tra le caratteristiche che dovrebbero essere contemplate in Skype Teams vi sono la presenza di canali che consistono in chat room per diversi gruppi come ad esempio vendite, marketing, prodotto ecc. Le conversazioni dovrebbero essere facilmente organizzate grazie ad un sistema simile a quanto proposto da Facebook e dovrebbe essere possibile seguire delle threaded conversations. Inoltre il nuovo tool dovrebbe offrire la possibilità di effettuare chiamate (anche video) direttamente dalla finestra di chat. Ci si aspetta piena integrazione con i prodotti Microsoft come come Office 365, OneDrive, email e calendari. Dovrebbe essere confermata anche l’opzione fun picker per condividere emoji, GIF e immagini servizi online.

Da Microsoft confermano che l’azienda è “sempre impegnata nel costruire nuove soluzioni per aiutare le persone a collaborare e ottenere di più”. Nonostante questo non sono ancora trapelate informazioni tecniche sul nuovo prodotto. Massimo riserbo al momento per non favorire i competitor.

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Windows 10 Redstone arriva su smartphone

La Build Preview 14393.105 di Windows 10 Mobile rilasciata una settimana fa per PC e tablet ora è disponibile al download anche per gli smartphone. Gli insider che hanno attivato il Preview Release Ring o lo Slow Ring possono dunque installarla sul proprio dispositivo mobile accedendo a Impostazioni, Aggiornamenti e Sicurezza, Aggiornamenti.

Le migliorie e le novità sono le stesse della Preview 14393.103, queste:

Affidabilità migliorata per Windows Ink Workspace, Microsoft Edge, File Server, Windows kernel, Microsoft Component Object Model (COM), Cluster Health Service, Hyper-V, Multi-Factor Authentication (MFA), NTFS file system, – PowerShell, Internet Explorer, riconoscimento facciale, graphics, Microsoft Store eWindows Shell.

Prestazioni migliorate nella velocità di acquisizione di app dallo Store.

Migliorata la durata della batteria dei dispositivi indossabili (ad esempi il Microsoft Band) quando sono connessi via bluetooth

Migliorata la compatibilità del controller di Xbox One con diversi giochi.

Risolto un problema legato ai caratteri della tastiera in lingua giapponese

Apportata modifica per prevenire problemi nel download e inizializzazione di oggetti .NET con Internet Explorer.

Migliorato il supporto dell’NFC in Windows 10 Mobile.

Risolto un problema con l’audio di giochi e app che non veniva ripristinato dopo aver terminato una chiamata sui device Windows 10 Mobile.

Risolti alcuni problemi di compatibilità con Remote Desktop, BitLocker, PowerShell, Direct3D, networking policies, Dynamic Access Control (DAC) rules, Microsoft Edge, Connected Standby, mobile device management (MDM), printing, Fingerprint logon e Cortana.

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Aaron Greenberg parla di Xbox One S, e ne parla bene!

Xbox One S è un successo, la gioia di Microsoft viene esternata al Gamescom 2016 da Aaron Greenberg, GM of Games Marketing di Xbox.

 Stiamo vedendo un livello di domanda senza precedenti per Xbox One S in Europa e nel resto del mondo.

Ai giocatori console si aggiungo poi 139 milioni di giocatori PC europei che Microsoft intende conquistare grazie alla condivisone della libreria software Xbox One con quella PC Windows 10.

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PowerShell diventa open source

Microsoft ha annunciato nelle scorse ore la decisione di rendere open source Windows PowerShell, rilasciando, al tempo stesso, una versione del tool per Linux e Mac OS X. Come noto, PowerShell è la shell a riga di comando e un linguaggio di scripting sviluppato da Microsoft.

Microsoft ha inserito le release alpha di PowerShell per diverse distribuzioni Linux – Red Hat, Ubuntu e CentOS – e per Mac OS X su GitHub, ma ulteriori piattaforme saranno aggiunte in futuro, stando a quanto confermato dai dirigenti di Microsoft. Il codice sorgente di PowerShell delle versioni Windows e Linux del tool è pubblicato su GitHub.

Il tatuaggio di oro tecnologico di Microsoft

Tatuaggi, amati e odiati, c’è chi si fa tatuare per ribellione, chi per stile e chi semplicemente perché “voglio farmi un tatuaggio ma non so che cosa”, ma da oggi ci sarà una nuova ragione: connettersi col proprio smartphone.

Sto parlando di DuoSkin, l’ultimo progetto di Microsoft che vede protagonista la nostra pelle tramite un tatuaggio temporaneo realizzato dai ricercatori di Microsoft Research insieme un gruppo di dottorandi del MIT Media Lab. DuoSkin è stato realizzato usando l’oro in foglia, un materiale a basso costo, robusto quanto basta e innocuo per l’epidermide.

La circuiteria di DuoSkin è stata creata tramite un software per la progettazione grafica. Quindi, i ricercatori hanno realizzato gli stampi e applicato la foglia d’oro. Infine, è stata montata la parte elettronica e il tatuaggio DuoSkin è stato applicato sulla pelle di una persona con un processo di trasferimento a base d’acqua.

Oltre ad essere un elemento di design DuoSkin consente di controllare dispositivi come smartphone e tablet come fosse un trackpad ma promette anche di essere una specie di fitness band che monitorerà dati come la temperatura della pelle ed immagazzinarli in attesa della lettura.

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Microsoft vuole cavalcare l’onda di Pokémon Go

Da sempre il supplizio dei possessori di dispositivi con Windows Mobile è rinunciare agli infiniti Store di Android e iOS, questa carenza di app però è diventata insostenibile per molti utenti che avrebbero voluto (come tutti in questo periodo) provare Pokémon Go, l’ultimo gioco creato in collaborazione da Ninantic e Nintendo.

Sembra però che anche Microsoft stessa abbia compreso l’incredibile portata di questo titolo tant’è che sta cercando di convincere Ninantic a produrne una versione Windows Mobile.

Riuscirà Microsoft nel proprio intento? E soprattutto, è normale che delle persone non comprino un determinato prodotto perché non possono catturarci i Pokémon? Fatto sta che la carenza di app è da sempre un grave deficit di Windows.

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Skype arriva su Linux

Buone notizie in arrivo per tutti gli utenti che sfruttano una delle proprie distribuzioni Linux preferite per la produttività quotidiana, i progetti di sviluppo software ed ovviamente anche chattare con i propri amici e contatti grazie alle applicazioni open source: Microsoft ha finalmente deciso di riprendere lo sviluppo di Skype For Linux, messenger (per ora in fase alpha) dedicato esplicitamente all’OS creato da Linus Torvalds e dalla community open source internazionale.

Skype For Linux è un progetto che riprende fondamentalmente dall’ultima revisione avvenuta nel 2014, in seguito alla quale la casa di Redmond ha preferito dedicarsi allo sviluppo di altri progetti (tra cui Windows 10 in tutte le sue declinazioni), non ultimi quelli hardware (con Surface Pro, Book e soprattutto il nuovo Surface Phone). L’alpha della nuova applicazione Skype si presenta con una GUI completamente ridisegnata, e non attende altro che i commenti ed il test degli utenti nelle sue funzioni principali per poter finalmente lanciare la versione definitiva e ufficiale.

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Suse entra nella Microsoft Enterprise Cloud Alliance

Suse si avvicina a Microsoft nel segno della nuvola. L’azienda è entrata a far parte della Enterprise Cloud Alliance promossa dal colosso di Redmond, mettendo così a disposizione su Azure Linux Enterprise Server gli aggiornamenti automatici del sistema operativo open source. Suse ha inoltre annunciato l’adesione a Microsoft Test Drive, programma che permette di valutare gratuitamente la soluzione Linux Enterprise Server for High Performance Computing in modo istantaneo passando dal marketplace di Azure. Le aziende possono così condurre dei test sulla piattaforma dedicata all’Hpc prima di acquistarla e implementarla effettivamente nei propri sistemi. L’ecosistema di Suse per le applicazioni ad alte prestazioni è diventata in questo modo l’unica versione di Linux enterprise per il mondo Hpc disponibile su Azure.

Ed è quindi anche l’unica supportata da strumenti specifici come Suse Studio per la creazione rapida di immagini o Suse Manager per il monitoraggio e la gestione di macchine virtuali Linux tramite Microsoft Systems Center. Linux Enterprise Server su Azure integra invece in modo trasparente il sistema operativo open source con i servizi cloud del gruppo di Redmond, per creare un ambiente gestibile con maggior facilità.

Ad oggi sono oltre 11.400 le applicazioni certificate e supportate su Linux Enterprise Server nel network di data center globali Azure, compreso Microsoft Government Cloud. Grazie all’integrazione di capacità di replica e disaster recovery in-site, i clienti possono ottenere livelli di prestazioni, sicurezza e affidabilità del tutto simili a quelli delle alternative on-premise.

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