There si no game, breve “non” recensione di un punta e clicca molto particolare!

Non vi ho mai parlato di un gioco per cellulare, e non lo farò nemmeno oggi, perché non c’è alcun gioco. Oggi parliamo di There is no game.

There is no game è una sorta di puzzle game molto semplice che ha come caratteristica il fatto che tutto si basa sull’interazione con un’entità che alberga all’interno del gioco e che è incaricata di informarci che per l’appunto non c’è alcun gioco. Quest’entità porterà nel corso dei dieci minuti scarsi di gameplay ad una serie di intermezzi comici molto simpatici e ci guiderà riguardo ciò che dovremmo fare.

Vi parlo di questo non-gioco perché riesce in più occasioni a strappare una risata, a differenza di un qualsiasi altro gioco non richiede nessuna abilità, non è frenetico né tantomeno basato sul farming, è una vera esperienza comica interattiva e come tale ha una durata piuttosto breve ma giusta per lo scopo.

Come unico difetto ho da annoverare la disponibilità solo in lingua inglese e francese, non fraintendetemi, in questo non-gioco non viene adoperato un linguaggio forbito o termini estremamente complessi ma devo comunque informarvi che per godere a pieno dell’esperienza ludica dovrete necessariamente avere una buona conoscenza di una delle due lingue disponibili.

Detto ciò a me il gioco è piaciuto molto, non grido al capolavoro come gli esaltati che commentano sul PlayStore ma mi sento comunque di premiarlo per l’idea di fondo che è davvero carina e per la semplicità che non distrae il giocatore dagli intermezzi-comici e dalla mini-trama generale. Indubbiamente è un gioco che vi consiglio anche perché è gratis e non contiene acquisti in app né tanto meno avvisi pubblicitari, il mio invito è però solo per gli utenti Android, unica piattaforma supportata.

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LG G6: 10.000 preordini al giorno

Il nuovo LG G6 è senza dubbio il migliore smartphone presentato al recente Mobile World Congress di Barcellona, dove ha ricevuto numerosi apprezzamenti dai visitatori e dalla stampa specializzata. Il produttore coreano ha comunicato che i pre-ordini hanno raggiunto quota 40.000 in quattro giorni. Il dispositivo sarà distribuito in Corea del Sud a partire dal 10 marzo. Gli utenti italiani dovranno attendere fino al mese di aprile.

LG ha avviato la fase dei pre-ordini il 2 marzo, quindi ci sono state in media 10.000 richieste al giorno. I tre operatori telefonici che hanno ricevuto le prenotazioni affermano che gli utenti sono molto interessati al nuovo smartphone. Ciò significa che, se il trend rimarrà invariato, il numero di unità consegnate potrebbe superare quello del precedente LG G5, le cui vendite non hanno avuto un grande successo. Il G6 non ha un design modulare e non permette di rimuovere la batteria, ma offre altre interessanti caratteristiche, tra cui la resistenza all’acqua (IP68), la doppia fotocamera posteriore e l’ampio display Full Vision da 5,7 pollici con risoluzione Quad HD+ (2880×1440 pixel) e rapporto di aspetto 18:9.

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Events by Facebook sarà presto sui nostri smartphone!

Dopo essere stata lanciata un paio di mesi fa su iOS, arriva ora su Android Events from Facebook, l’app dedicata agli eventi raccolti dal noto social network. L’idea, come già successo del resto con Messenger e Gestore delle Pagine, è quella di alleggerire l’app di Facebook, non solo in termini di funzionalità, ma anche per evitare di appesantirla con troppe notifiche di cose diverse, e lasciare invece che l’utente installi una specifica applicazione solo se ne ha davvero l’esigenza.

Questa “filosofia” non si è rivelata troppo popolare su iOS, dove l’app non ha propriamente sfondato nemmeno negli USA, oscillando tra le posizioni 250-500 della classifica delle app di questo genere, secondo App Annie. In ogni caso è anche ovvio che un’app simile non debba avere i volumi di quella principale, dato che servirà davvero solo ad una ristretta cerchia di utenti.

L’idea rimane comunque quella che Facebook eventi diventi in futuro anche più di ciò che adesso, ovvero un aggregatore di tutto ciò che c’è in città, e non solo, rubando la scena ad altri (pochi) servizi del genere, e finora Facebook ha dimostrato di saperci fare in queste cose.

Al momento purtroppo però l’app non è disponibile in Italia.

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Considerazioni su Super Mario Run, consumerà 75 mb di internet!?

Se non si include Miitomo, una sorta di social network più che un vero e proprio gioco, Super Mario Run sarà il primo vero e proprio videogame prodotto da Nintendo per una piattaforma smartphone. Presentato a settembre, nel corso dell’evento di lancio di iPhone 7, il platform della software house giapponese è pronto al suo debutto.

Super Mario Run si presenta come uno dei cosiddetti “endless runner”, titoli nei quali il giocatore controlla il personaggio limitatamente ad alcune azioni (come saltare) mentre questo corre attraverso vari ambienti.

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Il concept secondo me è buono, la società nipponica ha puntato sul suo brand di punta, Mario, semplicemente adattandolo al  mondo mobile, in fondo in tutti i giochi l’idraulico italiano fa sempre la stessa cosa: corre e salta indipendentemente dai controlli e quindi sicuramente questo gioco piacerà a tutti gli appassionati Nintendo.

Il gioco sarà un’esclusiva dell’Apple Store dal 15 dicembre mentre arriverà ad inizio 2017 anche su Android; il download gratuito offrirà tre modalità di gioco con progressione limitata mentre per sbloccare l’intero titolo sarà necessario sborsare 10 dollari. E voi penserete “ahahah Tech io scarico l’apk e frego il sistema xD XD” NO, mi dispiace ma a quanto pare Super Mario Run richiederà per essere giocato una connessione costante, questo per tenere il dispositivo sul quale opera l’app costantemente in contatto con i server di Nintendo, questo per questioni di sicurezza per permettere a Nintendo di mantenere il controllo sui dispositivi conessi, ciò POTREBBE (non è stato confermato) impedire l’utilizzo dell’app attraverso apk, se mai questo ci sarà.

Ad ogni modo chiusa questa piccola parentesi che ho fatto solo perché la grande N è convinta che SMR avrà più download di Pokemon Go, cosa improbabile visto il prezzo che (oso dirlo) è abbastanza alto per un one tap game da cellulare con soli 24 livelli. Comunque, secondo le prime indescrizioni  il grande problema del primo gioco mobile targato Nintendo è proprio questa sorta di rete sicura che arriverebbe a consumare addirittura 75 mb all’ora, malus che ne ridurrebbe inevitabilmente la portabilità, riducendo l’utenza interessata  già di base stroncata dal prezzo che ripeto per un giochino da cellulare (per quanto bello) è alto.

Non fraintendetemi, ho visto qualche gameplay sul canale YouTube ufficiale di Nintendo e devo dire che il gioco sembra davvero molto coinvolgente, magari tutte le informazioni che vi ho dato verranno smentite al day one, il prezzo verrà abbassato e verranno aggiunti altri livelli… e allora si che sarà un giocone, ma mi devo basare su quello che ho e devo dirvi che al momento sono un po’ titubante.

Per il momento è tutto qui, tornerò a parlarvi di Super Mario Run quando avrò il gioco fra le mani (nonostante tutto non vedo l’ora), nell’attesa vi lascio con il video presentazione ufficiale e vi ricordo come sempre di lasciare un like se l’articolo vi è piaciuto, di commentare per farmi sapere che ne pensate e di condividerlo se volete tenere informati i vostri contatti su questo argomento ma soprattutto di seguirmi su Facebook e Twitter per tenervi aggiornati su tutte le novità e gli articoli di questo sito.

Adobe Photoshop Lightroom, arriva il supporto RAW anche su Android

Utenti del robottino, finalmente ci siamo. A circa quattro mesi di distanza dalla controparte iOS, anche Adobe Photoshop Lightroom per Android si aggiorna portando con sé il tanto atteso supporto alla modifica delle foto in formato RAW. D’ora in avanti potremo importare i nostri scatti in formato RAW direttamente su Lightroom Mobile, in maniera semplice e veloce: ci basterà selezionarli dalla nostra galleria (se il nostro smartphone supporta questo tipo di scatti) oppure importarli direttamente dalla nostra fotocamera, attraverso un cavo USB OTG.

Grazie all’integrazione di Lightroom Mobile con gli altri servizi Adobe, poi, potremo condividere rapidamente il nostro lavoro sul Creative Cloud per poi riprenderlo su PC e perfezionarlo ulteriormente attraverso la versione desktop dello stesso software. Un ulteriore perfezionamento ad un ecosistema davvero interessante.

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Uno sguardo attento a tutti gli smartphone dual-camera degli ultimi anni

Negli ultimi anni abbiamo visto diffondersi sempre di più dispositivi che invece di una montavano ben due camere anteriori, ma per cosa può essere utilizzata questa doppia camera? Diverse aziende hanno interpretato in modi diversi la possibilità di adoperare più di una fotocamera e in quest’articolo vi riassumerò tutti i più importanti device con questa tecnologia.

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Era il 2011 quando HTC e LG sceglievano di realizzare i loro smartphone con il supporto al 3D. Entrambi avevano una doppia fotocamera che veniva sfruttata per realizzare contenuti in tre dimensioni, da rivedere poi su dispositivi con il supporto a questa tecnologia (che invece ora sta sparendo anche dai TV per darvi l’idea del periodo di sviluppo).

 

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Pochi anni dopo HTC ci riprova con un nuovo smartphone con una fotocamera duo, l’HTC One M8 che disponeva di una fotocamera da 4.1 megapixel affiancata da un sensore da 2 ultrapixel che grazie ad un software di messa a fuoco chiamato Ufocus poteva creare particolari effetti come mettere a fuoco più punti per poi creare la foto con il punto di focus scelto anche in post-produzione, pochi effetti e qualità fotografica decisamente troppo bassa rispetto agli standard ai quali il mondo della tecnologia già si affacciava in quegli anni, fu di certo uno smartphone che non eccelleva per la qualità fotografica.

In tempi più recenti nel 2015 Honor presenta il suo 6 plus che con la tecnologia unique bionic parallel eagle eye consentiva con due camere da 8 megapixel di scattare fotografie a 13 megapixel con una tecnologia ispirata all’occhio umano che consente di ottenere una messa a fuoco più rapida e degli scatti più precisi.

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Una funzione che in fin dei conti poteva semplicemente essere sostituita da un unico sensore più performante.

Nel 2016 avviene una vera e propria esplosione di questa tecnologia ma i terminali più importanti a supportarla sono 3 e li vediamo subito.

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L’LG G5 che innova il mercato con una seconda camera con funzioni totalmente distinte dalla prima garantendo una qualità che passa dalla principale di 16 megapixel ad un più modesto 8 megapixel con il plus però di una lente grandangolare di addirittura 135° per effetti simili a quelli delle action cam come le GoPro che almeno secondo me su uno smartphone può essere più che utile molto divertente per un pubblico consumer ormai sempre più avvezzo ai social.

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L’Huawei P9 Plus che come il precedente ha una fotocamera con una funzione dedicata ma che in questo caso mantiene gli stessi megapixel della principale, 12, ma che cattura immagini unicamente in bianco e nero, effetto che può piacere come non piacere ma considerando che esistono  mille tool che non intaccano di molto la qualità dell’immagine garantendo risultati simili… diciamo che non è l’applicazione che ho preferito.

Ed ultimo l’iPhone 7 Plus con due sensori da 12 megapixel uno dei quali però con uno zoom ottico 2x che, attenzione, può attivarsi solo se le condizioni di luminosità sono buone, in caso contrario verrà adoperato il classico zoom digitale, funzione questa che insieme a quella del G5 è stata la mia preferita, la possibilità di uno zoom senza perdere la qualità dell’immagine è una prospettiva interessante che è stata ampiamente supportata con aggiornamenti.

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Questi sono stati i principali smartphone che negli ultimi anni hanno optato per una doppia fotocamera e io vi ricordo come sempre di lasciare un like se l’articolo vi è piaciuto, di commentare per farmi sapere che ne pensate e di condividerlo se volete tenere informati i vostri contatti su questo argomento ma soprattutto di seguirmi su Facebook e Twitter per tenervi aggiornati su tutte le novità e gli articoli di questo sito.

Cosa ne penso dei titoli pay to win

Oggi dirò la mia su quello che nell’ultimo periodo è un argomento abbastanza scottante, quello dei titoli pay to win, quei titoli che, per i meno avvezzi, contengono micro-transazioni  senza le quali giocare normalmente al gioco diventa quasi impossibile.

In primis voglio fare una distinzione netta tra i giochi pay to win e quelli che contengo micro-transazioni e per farlo userò degli esempi ma prima di iniziare tengo a specificare che parlerò solo dei titoli online dato che sono quelli che più subiscono di questa pratica.

Quando si acquista un gioco si paga un contenuto, il gioco per l’appunto e di conseguenza la spesa è giustificata dal fatto che in cambio dei nostri soldi riceveremo un prodotto ma quando invece il prodotto non è perfettamente usufruibile senza ulteriori spese… qui sorgono i problemi, non fraintendetemi non penso che ogni sorta di micro-transazione sia demoniaca e per dimostrarvelo vi faccio l’esempio di Overwatch, un gioco online che all’acquisto è perfettamente giocabile in ogni suo aspetto e dove gli acquisti in game consistono in elementi grafici, belli e che possono piacere ma che non influiscono sul modo di giocare.

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L’esempio negativo (e spero di non scatenare l’ira di molti) è Clash Royale, un gioco dove le micro-transazioni tanto micro non sono tant’è che si possono spendere fino a 100 euro per ogni acquisto e dove questi soldi portano ad un vantaggio nel gioco che automaticamente ti rende avvantaggiato rispetto a chi non spende.

Nasce così un divario che nei giochi online (ho fatto l’esempio di un gioco gratuito ma spesso anche nei titoli a pagamento le micro-transazioni regnano) può portare ad un divario che fa perdere interesse verso il titolo in questione dato che a parità di bravura se il tuo avversario ha speso soldi quasi certamente perderai e, considerando che lo scopo primario di un gioco è quello di essere abbastanza equilibrato da consentire a tutti di divertirsi… è davvero fastidioso.

Inutile dire che sono contrario a questa pratica, soprattutto se il gioco in questione non è gratuito e mi trovo così ad aver speso soldi per un contenuto di cui non posso usufruire a pieno senza ulteriori spese.

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Android 7.1 sarà una major update

Google di recente ha annunciato la distribuzione di Android 7.0 nome in codice Nougat. La nuova versione del sistema operativo del robottino verde porta con sé tante novità ma, come descritto dagli utenti della rete, manca ancora di alcune interessanti funzionalità che con tutta probabilità vedranno la luce con la prossima versione dell’aggiornamento ovvero Android 7.1.

Android Nougat secondo quanto riportato da Evan Bless  seguirà un vero e proprio piano di rilascio di aggiornamenti minori che introdurranno gradualmente un gran numero di funzionalità. Nello specifico la prima major release sarà Android 7.1 a cui seguiranno Android 7.1.1, Android 7.1.2  e così via. Un po’ come sta succedendo per Minecraft che è passato da un mega aggiornamento ogni due anni a  tanti piccoli aggiornamenti mensili.

La strategia di Google è chiara, l’azienda di Big G vuole offrire ai suoi utenti la miglior esperienza utente possibile e allo stesso tempo favorire una distribuzione quanto più ampia possibile delle nuove versioni del proprio sistema operativo mobile. La frammentazione di Android è un grosso problema di cui Google ha cominciato a occuparsi seriamente solo di recente.

Il settore mobile è in continua evoluzione e gli utenti richiedono sempre più funzionalità, sempre migliore esperienza utente e performance. Google ha cominciato ad ascoltare i propri utenti e i  risultati sono sotto gli occhi di tutti.

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OnePlus X si aggiorna a Marshmallow… ma solo manualmente

Ci sono voluti sicuramente troppi mesi ma finalmente OnePlus ha avviato l’aggiornamento ad Android 6.0.1 Marshmallow per OnePlus X, ma solo sotto forma di community build. Ciò significa che l’aggiornamento sarà istallabile manualmente.

OnePlus stessa avverte che si tratta di una versione di sviluppo e al momento non ancora perfettamente funzionante, ecco il changelog ufficiale:

aggiornato l’OS ad Android 6.0.1 Marshmallow;

aggiornato il launcher con nuove icone, personalizzazione della barra di ricerca e un nuovo selettore dello sfondo;

migliorato il pannello Shelf UX con la possibilità di riordinare i contenuti con una pressione prolungata su di loro;

migliorate le prestazioni generali di sistema;

aggiunti i permessi delle applicazioni e nuove opzioni per personalizzare lo slider;

aggiunte le app proprietarie Music Player e Gallery; integrate le patch di sicurezza di agosto.

Quest’aggiornamento porta però anche alcuni problemi come l’instabilità del segnale in alcuni paesi e l’incompatibilità con molte app.

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Google rilascia Android 7.0 Nougat sui Nexus

Google annuncia il rilascio di Android 7.0 Nougat per tutti i Nexus supportati, ovvero Nexus 6, Nexus 5X, Nexus 6P ed i tablet Nexus 9 e Pixel C. In arrivo anche su Nexus Player, con Android TV, ma non per Nexus 5.

In concomitanza al lancio di Android N, Google non ha presentato nuovi Nexus, il che significa che non abbiamo novità su HTC Nexus Sailfish ed HTC Nexus Marlin, per i quali dovremo probabilmente attendere ottobre.

Tra le novità principali di Android 7.0 Nougat annovero il supporto multi-window, le risposte rapide nelle notifiche (che sono state ridisegnate), nuovi quick setting, possibilità di ridimensionare caratteri e dpi dello schermo, miglioramenti alla batteria e tanto altro.

Non sembrano al momento esserci tracce né del Nexus Launcher, né del Google Assistant, né di una NavBar ridisegnata, e né di Night Light, tutte funzioni che saranno probabilmente esclusiva dei nuovi Nexus, o che comunque debutteranno su questi prima di arrivare su altri modelli.

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