La Corte di Giustizia dell’Unione Europea affonda la Baia dei Pirati

The Pirate Bay è un motore di ricerca per file torrent che usa il protocollo BitTorrent, protocollo che consente di divulgare film, musica, giochi ed altro violando i diritti d’autore. Di questo sito si sta ultimamente parlando molto per via di una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea che lo riguarda.

Pirate Bay ha avuto una storia travagliata, nato nel 2003 dopo solo 3 anni subì il primo sequestro, da allora i responsabili di questo “progetto” hanno aggiornato più volte la propria tecnologia per resistere agli attacchi, l’aggiornamento più importante venne fatto due anni fa, quando i tutti i file vennero trasferiti in 21 cloud sparsi per il mondo potendosi così vantare del titolo di “sito di BitTorrent più resistente della galassia”.

Titolo che però è stato calpestato dalle forze dell’ordine svedesi che il 9 dicembre informarono l’opinione pubblica di aver sequestrato una sala di server illegale di Stoccolma. In realtà le autorità non avevano parlato ufficialmente di Pirate Bay, ma subito dopo il portale di sharing è risultato inaccessibile. Sembrava fosse riapparso online con un indirizzo “.cr”, cioè proveniente dalla Costa Rica, ma si trattava comunque di un dominio che non poteva funzionare senza il server-madre.

Infine, a una settimana di distanza, è approdato in rete l’omaggio di Isohunt che, invece di trarre vantaggio dalla uscita di scena del concorrente, ha creato un nuovo ponte verso i tesori della Baia. Ma un fatto è certo: i veri Pirati ormai non esistono più. L’ultimo dei fondatori del portale, Fredrik Neij, è stato arrestato in Thailandia il mese scorso.

A ieri poi risale la notizia di una sentenza emessa dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea seconda la quale I gestori di Pirate Bay, il celebre portale per la condivisione dei file online, violano il diritto d’autore anche quando a caricare i contenuti che infrangono il copyright sono altre persone.

Per cui anche nel caso in cui questi file vengono messi online dagli utenti, chi gestisce Pirate Bay svolge “un ruolo imprescindibile nella loro messa a disposizione”. Attraverso, per esempio, “l’indicizzazione dei file torrent”, cioè il loro inserimento nel database di un motore di ricerca. Aggravante è considerato il fatto che la piattaforma è realizzata con “lo scopo di trarne profitto”, dal momento che genera, come risulta dalle osservazioni presentate alla Corte, “considerevoli introiti pubblicitari”.

Mentre il mondo della divulgazione gratuita di materiale normalmente a pagamento subisce un durissimo colpo dal canto loro trenta compagnie d’intrattenimento tra le quali Netflix, Disney e Amazon, hanno appena costituito un’alleanza internazionale, la Alliance for Creativity and Entertainment, con l’obiettivo di contrastare la pirateria.

Ora come sempre vi ricordo di lasciare un like se l’articolo vi è piaciuto, di commentare per farmi sapere che ne pensate e di condividerlo se volete aiutarmi a crescere, ma soprattutto vi ricordo di seguirmi su Facebook e Twitter per tenervi aggiornati su tutte le novità e gli articoli scritti per voi da Mister Tech!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...